Passeggeri Distratti - Raf
Facendo finta di perderti io mi tormento pensandoti
mi rendo conto che è facile sbagliare strada
e la città è come un incubo che mi ributta nel traffico
io giro a piedi e mi perdo non so dove vado
c'è confusione il mondo sembra andare avanti anche senza noi
se me ne andassi via da qui chi mi verrebbe a cercare
Dimmi che tu lo faresti e che non siamo paseggeri distratti
di questa vita in vetrina di questa corsa all'oro
dimmi che tu rifaresti se potessi tutto quanto
che nonostante il mondo noi siamo fino in fondo fino in fondo noi
col tempo le cose cambiano e anche gli slanci si placano
e non è più esattamente come tu immaginavi
ma se sparissi adesso chi chi mi verrebbe a cercare
Dimmi che tu lo faresti e che non siamo paseggeri distratti
due prigionieri in gita senza una via d'uscita
dimmi che tu rifaresti se potessi tutto quanto
che nonostante il mondo noi siamo fino in fondo fino in fondo noi
dimmi che tu lo rifaresti...
Tornati da Rimini, si riparte, con la testa piena di mille provocazioni e dentro una voglia smisurata di chiarezza, certezza, e di afferrare le mille intuizioni dei giorni appena trascorsi...cercando freneticamenete quello che "nell' Inferno, non è inferno", ciò che resiste, persiste, alla confusione di quest'ultimo periodo, e fargli spazio, aggrapparmi per ricominciare, ancora una volta...rimettendo in allenamento quello sguardo pieno di stupore, e di positività, sulla realtà, sulle cose...dando nuova voce a quel desiderio, che ribollisce dentro, anche quando lo ritenevo erroneamente sopito...lasciarsi bruciare ("scarnificare" diceva un mio caro amico...) da quelle esigenze che si impongono davvero con più evidenza proprio in questi momenti, quando sei arrivato al limite, quando la vita stringe e non puoi più perderti in futili considerazioni...sono stati davvero moltissimi gli spunti di riflessione che sono emersi in questi tre rapidi giorni, e non nascondo che già il fatto di rimettere nuovamente in circolo, dentro di me, dentro di noi, questa domanda, le nostre domande, rappresenta uno stimolo per risollevarsi da una situazione che appariva ormai tristamente definitiva... un modo di vedere se stessi, di giudicarsi, di concepirsi inadeguati, incapaci, non risolutivi, sperimentare il contrario esito pratico delle proprie intenzioni...il rischio è quello di non meritarsi più davanti ai propri occhi una nuova possibilità di ripresa...e invece ecco presentarsi dinanzi e di nuovo, come la prima volta, come ogni volta, uno sguardo infinitamente comprensivo e tenero verso la nostra umanità, che ci rende così piccoli...noi, piccolo uomini...un abbraccio che ti viene incontro, o forse, a cui decidiamo di andar nuovamente incontro...una Presenza che salva i miei limiti, una misericordia che non penso di meritare, la possibilità di un modo nuovo di guardare e vivere le solite cose, che le ricopre di una nuova luce, quando la propria mente, da sola, non riusciva a non essere ottenebrata...Forte è la tentazione di fare tabula rasa, terra bruciata intorno a me, stanca di dare l'estrema unzione a cose e rapporti che sembrano maledettamente perituri, destinati ad erodersi, a corrodersi...nonostante l'impegno, o quanto meno la buona fede che accompagna i singoli gesti attraverso cui si cerca di coltivarli...e forte è la tentazione di mettere in discussione tutto, di negare tutto quello che ho visto e toccato, di darmi della visionaria e pensare che tutto è stato vano...la tentazione di farmi avvolgere da questo mio disincanto e decidere di non giocarsi più in nulla...per evitare di correre il rischio, sulla propria pelle, ancora una volta...il rischio di sperimenatre ogni volta, dietro un rapporto che finisce, il fallimento dell'essere umano, nel tentativo di costruire qualcosa che resti, che rimanga, nel tempo...e invece ho quello che mi salva, una istanza concreta che, sempre, inaspettatamente, rinvigorisce in me la vogli di fare, di sperimentare, di aspettare che il mio futuro mi soprenda..ammetto che non è affatto semplice, ma fino a quando non riuscò a "guardare con simpatia la mia umanità, senza censurare nulla", ho bisogno di aggrapparmi a questo luogo fisico, che rimanda e che mi ricorda, costantemente, una Presenza che salva e rilancia la mia vita.
E ora, al lavoro.
