27/07/2007

E' bella la strada per chi cammina.
E' bella la strada per chi va.
E' bella la strada che porta a casa
e dove ti aspettano già.

E' gialla tutta la campagna
ed ho già nostalgia di te
ma dove vado c'è chi aspetta
così ti porto dentro me...

E' bella la strada per chi cammina.
E' bella la strada per chi va.
E' bella la strada che porta a casa
e dove ti aspettano già.

Porto con me le mie canzoni
ed una storia cominciata
è veramente grande Dio
è grande questa nostra vita.

Così si è aperta la mia prima scuola di comunità, dopo il mio ritorno dalla Spagna. Nebulose di pensieri, visi, storie, vita. Qui tutto converge verso un unico significato. E tutto risplende, della pienezza vissuta in questi sei mesi. Respiro. Eccomi a casa.

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06/07/2007

Risveglio nel caldo di una mattina palermitana. 12.56. Palermo. Non una mattina come tutte le altre, come tante ce ne sono state e come tante ce ne saranno ( allargo il colletto della camicetta per il sudore freddo che questa frase provoca in me...) . Ma "la" mattina, la prima mattina in cui tutto mi sembra familiare, dopo tanto tempo, ma di una familirità antica, acquisita, che era già tua, lo sapevi, ma che aveva ormai lasciato spazio ad un' altra, altrettanto tua, forse solo tua, familiarità. E il risultato è che corpo e anima sono come spezzati, non hanno altra alternativa per mantenere la loro unità se non quella di sospendersi nel vuoto, momentanemante e chissà fino a quando, guardando tutto da lontano, a chilometri di distanza, non riusciendo per adesso ad entrare in contatto con nessua delle due realtà, con la sensazione di guardare tutto svolgersi dall'esterno,  come se la vita stessa se ne fosse appropiata e io non ne avessi piu' alcun potere. Mi sento tranquilla, quasi serena. Solo non ho molta voglia di parlare, nè riesco davvero bene a pensare. Due lingue si sovrappongono, due vite e la pienezza che ciascuna porta con se. Solo che una non sarà mai comunicabile, trasmissibile, condivisibile. Lo so già, lo vedo, qualcosa di estremamente grande che dovrò portare con me, dentro di me, da sola. Non ho voglia di rispondere alla domande, nè di guardare foto. Ho persino timore ad accedere a msn. Vorrei stare lontano da tutto, ma tutto è cosi presente. Ieri all'aereoporto Luca e Michi. La mia famiglia. Alessandra e Vesco. Oggi sdc, pome al dipartimento di penale, aperitivo e reading (ahhh, come ne avevo voglia!) ;mi ha chiamato cristian, stasera si fanno le pizze a casa di rita. Domattina Ciccia e sera laurea di Giulia, altro mondo di persone da vedere. Proprio ricatapultata qui, come piace a me. Con le giornate piene di mille persone. E solo ieri all'aereoporto di madrid; solo due giorni dall'ultima notte nel mio piso; solo due settimane dalla stratosferica vacanza a lisbona, porto covo, barcellona e valencia. Un niete da Fabiana, Alessia, Francisco, Veronica, Freji, Diogo, Margot, Fiorella, Ilenia, Antonio, casa mia...e troppo nomi e troppe facce e troppi luoghi ancora, di una vita ormai quotidiana. La quotidianità di cinque mesi che mai avrei creduto possibile. Ora qui. Con la testa completamente annebbiata - come se avesse due criteri di codificazione delle immagine che vede scorrere davanti a se - e una vita che riprende a scorrere davanti a me e come piace a me. Nunca olvidarè.

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06/01/2007
A
chi
ama
dormire
ma si sveglia
sempre di buon
umore. A chi saluta
ancora con un bacio. A
chi lavora molto e si diverte
di piu'. A chi va di fretta in auto ma
non suonai semafori. A chi arriva in ritardo
ma non cerca scuse. A chi spegne la televisione
per fare due chiacchiere. A chi è felice il doppio quando
fa' a metà. A chi si alza presto per aiutare un amico. A
chi ha l'entusiamo di un bambino ma pensieri da
uomo. A chivede nero solo quando
è buio.A chi non
 aspettare Natale
per essere più
BUONO.
 
A U G U R I   D I   B U O N E   F E S T E   ! ! !
postato da: serella alle ore 19:24 | Permalink | commenti (1)
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13/12/2006

 Passeggeri Distratti - Raf

Facendo finta di perderti io mi tormento pensandoti
mi rendo conto che è facile sbagliare strada
e la città è come un incubo che mi ributta nel traffico
io giro a piedi e mi perdo non so dove vado
c'è confusione il mondo sembra andare avanti anche senza noi
se me ne andassi via da qui chi mi verrebbe a cercare
Dimmi che tu lo faresti e che non siamo paseggeri distratti
di questa vita in vetrina di questa corsa all'oro
dimmi che tu rifaresti se potessi tutto quanto
che nonostante il mondo noi siamo fino in fondo fino in fondo noi
col tempo le cose cambiano e anche gli slanci si placano
e non è più esattamente come tu immaginavi
ma se sparissi adesso chi chi mi verrebbe a cercare
Dimmi che tu lo faresti e che non siamo paseggeri distratti
due prigionieri in gita senza una via d'uscita
dimmi che tu rifaresti se potessi tutto quanto
che nonostante il mondo noi siamo fino in fondo fino in fondo noi
dimmi che tu lo rifaresti...

Tornati da Rimini, si riparte, con la testa piena di mille provocazioni e dentro una voglia smisurata di chiarezza, certezza, e di afferrare le mille intuizioni dei giorni appena trascorsi...cercando freneticamenete quello che "nell' Inferno, non è inferno", ciò che resiste, persiste, alla confusione di quest'ultimo periodo, e fargli spazio, aggrapparmi per ricominciare, ancora una volta...rimettendo in allenamento quello sguardo pieno di stupore, e di positività, sulla realtà, sulle cose...dando nuova voce a quel desiderio, che ribollisce dentro, anche quando lo ritenevo erroneamente sopito...lasciarsi bruciare ("scarnificare" diceva un mio caro amico...) da quelle esigenze che si impongono davvero con più evidenza proprio in questi momenti, quando sei arrivato al limite, quando la vita stringe e non puoi più perderti in futili considerazioni...sono stati davvero moltissimi gli spunti di riflessione che sono emersi in questi tre rapidi giorni, e non nascondo che già il fatto di rimettere nuovamente in circolo, dentro di me, dentro di noi, questa domanda, le nostre domande, rappresenta uno stimolo per risollevarsi da una situazione che appariva ormai tristamente definitiva... un modo di vedere se stessi, di giudicarsi, di concepirsi inadeguati, incapaci, non risolutivi, sperimentare il contrario esito pratico delle proprie intenzioni...il rischio è quello di non meritarsi più davanti ai propri occhi una nuova possibilità di ripresa...e invece ecco presentarsi dinanzi e di nuovo, come la prima volta, come ogni volta, uno sguardo infinitamente comprensivo e tenero verso la nostra umanità, che ci rende così piccoli...noi, piccolo uomini...un abbraccio che ti viene incontro, o forse, a cui decidiamo di andar nuovamente incontro...una Presenza che salva i miei limiti, una misericordia che non penso di meritare, la possibilità di un modo nuovo di guardare e vivere le solite cose, che le ricopre di una nuova luce, quando la propria mente, da sola, non riusciva a non essere ottenebrata...Forte è la tentazione di fare tabula rasa, terra bruciata intorno a me, stanca di dare l'estrema unzione a cose e rapporti che sembrano maledettamente perituri, destinati ad erodersi, a corrodersi...nonostante l'impegno, o quanto meno la buona fede che accompagna i singoli gesti attraverso cui si cerca di coltivarli...e forte è la tentazione di mettere in discussione tutto, di negare tutto quello che ho visto e toccato, di darmi della visionaria e pensare che tutto è stato vano...la tentazione di farmi avvolgere da questo mio disincanto e decidere di non giocarsi più in nulla...per evitare di correre il rischio, sulla propria pelle, ancora una volta...il rischio di sperimenatre ogni volta, dietro un rapporto che finisce, il fallimento dell'essere umano, nel tentativo di costruire qualcosa che resti, che rimanga, nel tempo...e invece ho quello che mi salva, una istanza concreta che, sempre, inaspettatamente, rinvigorisce in me la vogli di fare, di sperimentare, di aspettare che il mio futuro mi soprenda..ammetto che non è affatto semplice, ma fino a quando non riuscò a "guardare con simpatia la mia umanità, senza censurare nulla", ho bisogno di aggrapparmi a questo luogo fisico, che rimanda e che mi ricorda, costantemente, una Presenza che salva e rilancia la mia vita.

E ora, al lavoro.


postato da: serella alle ore 21:45 | Permalink | commenti
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05/11/2006

Arriva anche qui la prima ondata di freddo gelido...

                ...ma per fortuna ci sono loro a riscaldare la serata...

            ...e non solo quella...

.

                          

 

postato da: serella alle ore 22:44 | Permalink | commenti
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09/10/2006

"L'Italia, senza la Sicilia, non lascia

                                               alcuna immagine nell'anima:

                             qui è la chiave di tutto".

                                                                      Goethe in "Viaggio in Italia".

postato da: serella alle ore 15:58 | Permalink | commenti
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17/09/2006

Sono alla ricerca del break-even point.

Leggende microeconomiche lo vedono collocarsi

sul punto di minimo della curva di costo medio variabile.

Si situerebbe lì.

             IL  punto di fuga.

postato da: serella alle ore 01:19 | Permalink | commenti
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07/08/2006

Ragazzi è fatta! Dopo che la società ha perso il suo tempo a cercare di modellarsi sulle esigenze di mancini e di chi altro non riuscisse ad uniformarsi agli standard di una vita medio borghese ed occidentalizzata (tra gli altri, celiaci, allergici al nichel, astemi, stitici e cattolici), finalmente una più giusta attenzione verso i reali bisogni della casta sociale e culturale ormai dominante e in cui ricopro un ruolo di primo piano e di grande responsabilità: quella dei single. Niente più notti insonni, trascorse a spruzzare dell' Acqua di Giò su guanciali e lenzuola quale ultimo vano tentativo di circuire la tua mente attraverso l'inganno dei sensi. Niente più storie immaginarie da dover rifilare all'amica del cuore per convincerla a restare anche questa sera a dormire da te, scossa come sei dopo che una banda di malfattori della Gola dell'alcantara ha cercato di invadere casa tua per farne la base principale del loro smercio di organi nonchè punto strategico per pilotare la cellula palermitana di Al Qaida che fa loro capo...No, niente più peluche da tenere ammonticchiati sul letto, il cui numero ormai indefinito è direttamente proporzionale all'entità della tua repressione. Niente di tutto ciò tornerà a perpetuarsi. Finalemente libere dagli inutili stereotipi che questa socità sempre uguale ostina ad imporci. Non si vede l'ombra di un uomo entro il raggio di un chilometro? L'ultimo volta che hai sentito odore di dopobarba è stato quando hai fatto la ceretta? La soluzione al tuo problema, c'è. Costruiscine uno artificiale che ti accompagni dall'atto sessuale alla sigaretta e che ti avvolga nel suo (ab)braccio caloroso fino all'alba. Così, pienamente soddisfatta della notte trascorsa, sarai ben felice di far a meno durante il giorno di tutte le complicanze che un rapporto reale normalmente comporta.

E poi hanno il coraggio di lamentare una possibile invasione nel mercato italiano da parte dei chains. Il loro concetto di utilità ci permetterà a poco a poco di eliminare tutto il superfluo. Di cosa aver paura?

 

postato da: serella alle ore 01:45 | Permalink | commenti (5)
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07/08/2006

Oggi pausa di riflessione dagli ultimi giorni di vacanza. Metto per qualche ora da parte la vita dissipata e oziosa condotta fin qui e decido di organizzarmi un pò lo studio (visto che primo o poi dovrò pur laurearmi), tornare a maneggiare aspirapolvere e vetrix,  riprendere i rapporti di buon vicinato e di buon parentado. Così decido di passare la serata con Corrado, il mio cuginetto di sette anni, bello, simpatico e intelligente...buon sangue non mente;) Decidiamo di scendere giù al parco sotto casa  per giocare a nascondino...e quando apro gli occhi, dopo aver contato fino a trenta,  ecco che all'improvviso cambia lo scenario...mi sembra di rivedere S. e M. arrampicati sulla ringhiera del 'parco blindato', pronti come sempre a vincere nel modo più sleale possibile, scatenando le più accanite lamentele da parte di tutte noi 'femmine'  vessate e torturate. Ho rivisto C. con la sua seggiolina di legno e con la pastina che decideva di mangiare giù...sempre tutti giù...e S. , con cappellino e chitarra incorporati...che si divertiva a rubare le scarpe a L. e tirarle nel posto più lontano che poteva...e il mio ula-op in cima al pino...e il campo di pallavolo costruito interamente da noi...le giornate vissute pienamente...la certezza di quello che si aveva a fianco...di quello che bastava...M. e le sue chiavi, il suo binocolo e le sue massime di esperienza " quando una ha le mestruazioni non deve toccare le piante altrimenti muoiono"...ed io già terrorizzata all'idea che, quando sarebbe arrivato il 'giorno', avrei potuto maldestramente essere la causa della distruzione di tutta la vegetazione terrestre...Secoli fa.

Poi lo riaccompagno a casa e ne approfitto per indagare sulla sua la vita privata, per verificare se la vita sentimentale del mio scricciolo di sette anni è più movimentata della mia. E in effetti lo è. In seconda elementare ha già lasciato due 'donne' (come le chiama lui) mentre recentemente è stato lui ad essere scarricato per un tipo che aveva completato tutta la collezione delle carte di yughi oh. E' stato un duro colpo per il suo ego. Poi mi lascia con una frase che mi stupisce davvero. Mi dice:"Noi uomini capiamo quando stiamo per essere lasciati. Solo che gli uomini grandi lo dicono esplicitamente mentre noi bambini lo capiamo anche solo da uno sguardo." Nulla da eccepire. Raccolgo il colpo in silenzio. Questo qui ha già capito molte più cosa di me.

postato da: serella alle ore 00:44 | Permalink | commenti
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08/07/2006

Joe Sorren - "In Her Silent Way".

 

Rifugiata in un silenzio familiare. 

Protetta da mura in plexiglas dove frame incorporati giacciono già fissi.

Rannicchiata, attendo di abbandonare la profondità del ventre che mi avvolge , che è nutrimento è morte nello stesso instante.

Aspetto il momento in cui, scarnificata, brucierò questi miei polmoni col respiro della vita reale.

postato da: serella alle ore 23:27 | Permalink | commenti (4)
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